Hai una moto ferma in garage? Un vecchio scooter smontato? Una storica che esce solo quando il meteo, il tempo libero e l’umore si allineano? Allora questa novità ti riguarda da vicino.
Dal 12 maggio 2026 è in vigore il decreto legislativo 27 marzo 2026, n. 57, un correttivo alla normativa sull’assicurazione obbligatoria dei veicoli. Tradotto dal burocratese: vengono ritoccate alcune regole sull’obbligo di copertura assicurativa, soprattutto nei casi in cui il veicolo non venga usato, sia non idoneo alla circolazione, sia storico o venga impiegato in modo stagionale.
La notizia è interessante, ma va maneggiata con attenzione. Non significa che da domani si possa lasciare qualsiasi moto senza assicurazione solo perché “tanto è in garage”. La differenza, come spesso accade, sta nei dettagli.
Il punto: la moto ferma va sempre assicurata?
Negli ultimi anni l'obbligo assicurativo si è allargato: non conta solo il fatto che la moto stia circolando su strada, ma anche la possibilità che quel veicolo possa essere utilizzato come mezzo di trasporto.
Il nuovo correttivo introduce però una precisazione importante: la deroga all’obbligo assicurativo può applicarsi anche quando il veicolo non è idoneo all’uso come mezzo di trasporto, compreso il caso in cui sia privo di parti essenziali tali da renderlo stabilmente inutilizzabile.
E qui arriva il punto fondamentale: non basta dire “è ferma”. Una moto parcheggiata, integra, pronta a partire e magari solo non usata da mesi è una cosa. Una moto smontata, incompleta, non funzionante e stabilmente non utilizzabile è un’altra.
Cosa significa “non idonea all’uso”?
Per noi motociclisti il concetto è abbastanza intuitivo: se una moto non può materialmente essere usata come mezzo di trasporto, siamo davanti a una situazione diversa rispetto a una moto semplicemente parcheggiata.
Il decreto parla anche di veicoli privi di “parti essenziali”, ma non lascia tutto all’interpretazione personale. Sarà un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a identificare quali parti rendano un veicolo stabilmente non idoneo all’utilizzo.
Quindi attenzione: togliere la batteria, smontare una ruota o lasciare la moto in fondo al box non significa automaticamente essere fuori dall’obbligo RCA. Finché non vengono chiariti i criteri operativi, conviene evitare interpretazioni creative.
Moto ferma in garage: il rischio dell’errore
Il caso più comune è questo: moto ferma in garage privato, magari usata solo d’estate, assicurazione scaduta e proprietario convinto di essere a posto.
Il problema è che una moto integra, immatricolata e potenzialmente utilizzabile resta un veicolo a tutti gli effetti. Se non è formalmente sospesa, ritirata dalla circolazione, demolita, esportata o resa stabilmente non idonea all’uso secondo i criteri previsti, il rischio è quello di trovarsi scoperti.
Il punto pratico è semplice: la moto ferma non è automaticamente una moto esclusa dall’obbligo assicurativo.
La sospensione volontaria della polizza
Il decreto conferma anche la possibilità di sospendere volontariamente l’utilizzo del veicolo tramite comunicazione formale all’impresa di assicurazione. La norma richiama una comunicazione resa ai sensi dell’articolo 47 del DPR 445/2000, quindi con una dichiarazione formale del soggetto interessato.
Per chi usa la moto solo in alcuni mesi dell’anno, questa resta una delle strade più sensate: non improvvisare, ma gestire la sospensione direttamente con la compagnia assicurativa.
In pratica: se la moto dorme in garage da novembre a marzo, meglio parlare con l’assicurazione e verificare le condizioni di sospensione, durata massima, riattivazione e comunicazioni richieste.
Moto storiche e da collezione: una novità interessante
Il correttivo guarda anche ai veicoli di interesse storico e collezionistico. Per questi mezzi, a determinate condizioni, l’obbligo assicurativo può essere assolto anche con schemi diversi dalla classica RCA, purché venga indicato separatamente il premio relativo al rischio dinamico e quello relativo al rischio statico.
Detta semplice: per una moto storica potrebbe avere senso distinguere il rischio legato alla circolazione da quello legato alla semplice conservazione del mezzo.
Attenzione però: non tutte le moto vecchie sono automaticamente storiche. La norma richiama i veicoli di interesse storico e collezionistico e la necessità che la carta di circolazione riporti la classificazione conseguita e i dati del certificato di rilevanza storica.
Quindi la vecchia moto del nonno può essere un gioiello, ma per la legge servono requisiti e documenti precisi.
Uso stagionale, vendita, demolizione ed esportazione
Un altro passaggio importante riguarda i veicoli usati in modo stagionale e alcuni momenti particolari della vita del mezzo: trasferimento di proprietà, demolizione o esportazione definitiva all’estero.
In questi casi, il decreto prevede la possibilità che vengano introdotti schemi di contratti assicurativi obbligatori con durata inferiore rispetto al termine ordinario previsto dalla normativa. La disciplina concreta dovrà però passare da ulteriori decreti ministeriali.
Per i motociclisti è un tema centrale: molti usano la moto solo in primavera ed estate, oppure tengono mezzi fermi per lunghi periodi in attesa di vendita, restauro o radiazione.
Se questa parte verrà sviluppata bene, potrebbe aprire la porta a soluzioni assicurative più adatte alla vita reale dei motociclisti.
Quindi cosa conviene fare adesso?
La prima cosa da evitare è il fai-da-te. Le nuove regole non vanno lette come un permesso generale a non assicurare la moto ferma.
Meglio seguire tre regole pratiche:
- se la moto è integra e utilizzabile, trattala come veicolo soggetto a obbligo assicurativo;
- se vuoi sospendere la polizza, fallo formalmente con la compagnia;
- se la moto è storica, smontata, da restaurare o non utilizzabile, verifica quali documenti servono prima di considerarla esclusa dall’obbligo.
Il punto non è avere ragione “a sentimento”, ma poter dimostrare la situazione reale del veicolo in caso di controllo, contestazione o problema.
In sintesi
Dal 12 maggio 2026 qualcosa cambia davvero, soprattutto per veicoli non idonei all’uso, moto storiche e possibili formule stagionali. Ma non siamo davanti a un “liberi tutti”.
La moto ferma in garage non smette automaticamente di essere un veicolo da assicurare. Per essere fuori dall’obbligo servono condizioni precise, comunicazioni corrette e, in alcuni casi, ulteriori chiarimenti ministeriali.
Per chi vive la moto tutto l’anno, anche quando resta sotto il telo in garage, il consiglio è semplice: prima di lasciar scadere o sospendere una polizza, meglio fare una verifica con la propria compagnia. Costa meno una telefonata oggi che una contestazione domani.
